Finmeccanica, allarme strategico
La probabile fusione fra Eads e Bae Systems, due colossi europei dei sistemi avanzati di elettromeccanica per la difesa e dell’aerospazio, l’una franco-tedesca e l’altra britannica, la seconda con rilevantissime implicazioni di natura militare, darà luogo a un gigante con 49 miliardi di valore di mercato e 69 di fatturato e rilevanti potenzialità di sviluppo. Il governo tedesco ieri ha fatto trapelare forti riserve, ma resta il fatto che le due società paiono potenzialmente complementari. L’altra grande compagnia multinazionale che opera in questo settore, la Boeing americana, ha attualmente un valore di mercato di 14,8 miliardi e un fatturato di 49,4.
20 AGO 20

La probabile fusione fra Eads e Bae Systems, due colossi europei dei sistemi avanzati di elettromeccanica per la difesa e dell’aerospazio, l’una franco-tedesca e l’altra britannica, la seconda con rilevantissime implicazioni di natura militare, darà luogo a un gigante con 49 miliardi di valore di mercato e 69 di fatturato e rilevanti potenzialità di sviluppo. Il governo tedesco ieri ha fatto trapelare forti riserve, ma resta il fatto che le due società paiono potenzialmente complementari. L’altra grande compagnia multinazionale che opera in questo settore, la Boeing americana, ha attualmente un valore di mercato di 14,8 miliardi e un fatturato di 49,4. Invece Finmeccanica ha un fatturato nel 2011 di 17,5 miliardi, a fronte di un valore di Borsa che sta già slittando verso il basso a causa delle perdite di commesse che potrebbe subire in conseguenza della fusione fra i due gruppi europei. Anche perché questi ultimi, ciò non va dimenticato, hanno in larga misura clienti istituzionali, ossia governi e compagnie di linea aeree regolamentate dai vari stati, come imprese di pubblica utilità, che difficilmente trascurano gli interessi nazionali. Ieri Finmeccanica ha detto di valutare come un passo geopoliticamente decisivo e positivo l’eventuale integrazione tra Eads e Bae, sottolineando che i rapporti industriali con le due società continueranno in futuro, ma è indubbio che i grandi clienti della Francia, della Germania, del Regno Unito e dell’Olanda (ove ha sede Eads) potranno essere indotti a una preferenza per i prodotti del nascente colosso che prima non avevano in misura altrettanto pronunciata. Per non parlare del fronte degli Stati Uniti in cui le entrature inglesi sono molto maggiori di quelle che aveva Eads da sola.
In questa nuova situazione, occorre che il nostro governo, azionista di controllo di Finmeccanica, si muova rapidamente al fine di rafforzarne la posizione, già indebolita dalle indagini giudiziarie, dalle voci che si sono attorno ad esse manifestate e ora anche dalle ripercussioni di questa fusione. Naturalmente il governo non può interferire con il potere giudiziario, ma come azionista di controllo di Finmeccanica dovrebbe chiarire la propria posizione nei confronti del suo vertice. D’altra parte, poiché le commesse internazionali di Finmeccanica riguardano in larga misura la difesa e, in particolare, quella degli Stati Uniti, Roma dovrebbe – pur nell’ambito della lealtà europea – fare maggiore leva sul tradizionale rapporto particolare di fiducia reciproca e collaborazione strategica con Washington. Occorre anche un’azione di politica estera che affianchi Finmeccanica nella ricerca di nuovi interlocutori internazionali. Nessuno – a partire dai lavoratori – può permettersi tra qualche mese un altro caso “alla Alcoa”, specie in un settore strategico come quello della difesa.